Banca del Tempo di Forlì Intervista a: Paola, Rino e Luciano

Quando è nata, a Forlì, la Banca del Tempo?

Nel 1996, su iniziativa del Comune. La mission della Banca del Tempo è quella di creare scambi e relazioni e lo slogan potrebbe riassumersi in “io do una mano a te e te dai una mano a me”.

 

Concretamente come funziona?

Il senso è quello di creare una rete di persone che scelgono di mettere a disposizione degli altri le proprie capacità e competenze, ricevendo a pro pria volta dei servizi gratuiti da altri. Si crea infatti una rete all’interno della quale non girano soldi ma semplicemente “assegni del tempo” che servono per regolare gli scambi che vengono fatti.

Quali sono le attività che si scambiano all’interno di questa rete?

Le più disparate. Ci può essere chi è bravo nel giardinaggio o in piccoli lavoretti domestici, chi può  andare a far la spesa per una persona anziana, chi dà ripetizione agli studenti, chi rammenda i vestiti e così via.

 

In questo scambio di prestazioni e di servizi riescono anche a nascere dei legami?

Certo, questo è il senso della Banca del Tempo: tutto si riconduce infatti all’idea del “buon vicinato”. Una volta, infatti, tutto questo era assolutamente normale: quando avevi bisogno di qualcosa che non sapevi fare andavi dal vicino.