Fiori di Pace 2016

FIORI DI PACE
L’incontro tra giovani israeliani e palestinesi a Forlì

Fiori di Pace è un progetto ideato e promosso dalla rivista Confronti (edita dalla Cooperativa Com Nuovi Tempi ar.l.). che prevede l’incontro tra giovani adolescenti israeliani, palestinesi e italiani in un contesto neutrale che facilita il dialogo e il confronto delle esperienze di vita personali finalizzato alla conoscenza e alla comprensione del punto di vista dell’altro e all’individuazione di strategie non violente nella gestione di situazioni conflittuali.

Parlano del progetto:



Ciò che diventa indispensabile, in situazioni di disagio e conflitto più o meno manifesto, è attivare pratiche positive di comprensione, contenimento e re-indirizzo che permettano una gestione e risoluzione proattiva di quel disagio. Il progetto Fiori di pace vuole essere un contributo in questo senso.

L’opportunità d’incontro è impraticabile nei loro paesi di origine dove anzi il perdurare del conflitto fra i due popoli genera e alimenta paure, pregiudizi, risentimento quando non odio e desiderio di vendetta.  Diventa allora importante la conoscenza degli altri componenti del gruppo “nemico” per estendere gli orizzonti e la consapevolezza della realtà. Questa conoscenza può realizzarsi in un contesto nuovo,  al di fuori dei confini, lontano dalla guerra, dove l’esperienza comune e coinvolgente è lo strumento per il cambiamento.

I destinatari diretti del progetto sono 10 giovani adolescenti, 5 israeliani e 5 palestinesi (ogni gruppo è accompagnato da un adulto di riferimento designato dall’organizzazione e/o scuola da cui provengono i ragazzi) e 10 giovani adolescenti italiani alla cui individuazione partecipano l’Ente attuatore di concerto con l’organizzazione e/o la scuola da cui provengono e personale della cooperativa Com Nuovi Tempi.

La prima fase del progetto si svolge nelle comunità di appartenenza, dove i ragazzi vengono selezionati per partecipare all’esperienza di Fiori di pace e vengono preparati dagli educatori locali.  All’arrivo in Italia, i ragazzi sono seguiti dai rispettivi accompagnatori, dallo psicoterapeuta e da un coordinatore italiano designato dalla rivista Confronti. Il compito degli adulti in questa fase è quello di garantire le condizioni ottimali, affinché l’esperienza venga elaborata nel miglior modo possibile.  La fase attuativa in cui si concretizza l’esperienza comune vede il diretto coinvolgimento di giovani coetanei italiani che oltre a creare da una parte un ambiente neutrale e contenitivo per i giovani ospiti, hanno l’opportunità  di essere sensibilizzati alle problematiche del conflitto in Medio Oriente e conoscere gli strumenti per accrescere la proprio consapevolezza identitaria e la capacità di interagire positivamente nella gestione di situazioni conflittuali. 

La convivenza quotidiana e continua, con la condivisione dei pasti, dei momenti di riflessione e di svago, rappresenta di per sé un elemento fondamentale per perseguire l’ affiliazione tra i due gruppi, primo importante passo nella ricerca della riconciliazione.

Tale riconciliazione è un percorso che passa attraverso la presa di coscienza che i membri del gruppo nemico non rappresentano più una società omogenea ed ostile, ma persone con le quali si può parlare e interagire senza più timore: all’interno di un contesto sicuro è possibile la ri-umanizzazione dell’altro.

La cooperativa Con Nuovi Tempi ha iniziato a realizzare il progetto Fiori di pace nel 2002, anno in cui, in collaborazione con il Comune di Genzano di Roma, fu sperimentata la prima edizione del progetto in occasione della tradizionale manifestazione dell’Infiorata (da cui anche il nome del progetto che da allora è rimasto immutato). Nel corso degli anni molte sono poi state le edizioni del progetto e i partners coinvolti, in particolare le edizioni tenute fino ad ora sono state in totale 22.

Per questa edizione del progetto (la XXIII), i giovani israeliani e palestinesi provengono da Parents’ Circle Families Forum, composta esclusivamente da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto. Sono anche famiglie che non hanno voluto reagire al trauma del lutto con la volontà di vendetta e di odio, hanno invece preferito ricercare il dialogo e la riconciliazione con l’altro, per arrestare lo spargimento di sangue e operare a favore della pace. Parents’ Circle è nata nel 1995, per iniziativa di Yitzhak Frankenthal, il cui figlio Arik era stato rapito e ucciso da affiliati ad Hamas l’anno precedente. Oggi ne fanno parte cinquecento famiglie israeliane e palestinesi. Molte le attività promosse dall’associazione: incontri nelle scuole tra i bambini delle due comunità, meeting pubblici tra le famiglie delle vittime, servizio trasfusionale con il coinvolgimento delle due parti, sito internet in versione araba ed ebraica.

 

Dal 13- al 20 marzo, una delegazione di 10 ragazzi, 5 israeliani e 5 palestinesi è ospite a Forlì.  Per una settimana i ragazzi vivranno insieme, confrontandosi fra loro e con i ragazzi e le ragazze italiani. Parteciperanno a workshop organizzati e guidati, visiteranno alcuni luoghi importanti e significativi come il museo interreligioso di Bertinoro e al parco storico di Montesole.

 Durante la settimana sono previsti due appuntamenti pubblici aperti alla cittadinanza. 

Nella mattinata di Martedì 15 marzola delegazione dei giovani israeliani e palestinesi,  con i loro accompagnatori e un interprete, hanno visitato la Municipalità Forlivese. Alle  8,45  si è svolto il saluto della giunta di Forlì  con l’ assessore Raoul Mosconi. Dalle 9.00 alle 12.00 si è svolta la visita guidata a luoghi storici e culturali significativi della città con il dott. Mario Proli.

In serata, alle ore 20.30, presso la Sala San Luigi (Via L.Nanni, 7), abbiamo assistito alla replica della rappresentazione teatrale: “La città ideale, un ‘idea di accoglienza”, nata da un laboratorio teatrale di due mesi che ha visto coinvolti profughi del territorio e operatori di Caritas e Papa Giovanni XXIII. Dopo lo spettacolo i ragazzi israeliani e palestinesi hanno portato la loro testimonianza, toccante e diretta, della loro esperienza nella loro terra e grazie a questo progetto.

il secondo appuntamento sarà Sabato 19 marzo, alle ore 17.30, presso il Chiostro di San  Mercuriale (Piazza Saffi), per la PREGHIERA PER LA PACE con i rappresentanti delle comunità religiose ed etniche della città di Forlì.

In allegato le schede informative sul progetto