MISERICORDIANDO - il progetto accoglienza

Ilprogetto: “Misericordiando verso unacomunità che si prende cura” è la traduzione ed evoluzionedel progetto di accoglienza presentato al consiglio pastorale diocesano e alconsiglio presbiterale diocesano dopo le indicazioni del vademecum dei Vescovidella Cei.

Gliobiettivi principali sono:

  • migliorare la capacità di accoglienza e di prossimità del nostro territorio con particolare riguardo a profughi/migranti(con il progetto: “Protetto, rifugiato a casa mia”), persone con problemi di giustizia (con il progetto “Ne Vale la pena”), e famiglie fragili (con il progetto “Tessere di comunità”),
  • mettere a sistema azioni di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. 

Promuoviamol’accoglienza diffusa sul territorio diocesano,a ttraverso i tre progetti primacitati, a titolo gratuito,  della durata massima di un anno, pressoparrocchie, privati, istituti religiosi o famiglie, con azioni diaccompagnamento alle persone accolte attraverso l’affiancamento di Tutor.

ITRE PROGETTI

  • Il progetto di Caritas Italiana “Protetto -  Rifugiato a casa mia” prevede la possibilità di accogliere in maniera diffusa sul territorio persone titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo privi di rete sociale e di sostegno. Dopo un percorso di accoglienza ordinaria, talvolta essi hanno la necessità di fermarsi sul territorio per terminare i percorsi di inserimento sociale intrapresi, quali: corsi di italiano, tirocini formativi, corsi professionali..Oltre alla necessità di reperire un alloggio emerge anche il bisogno di agganciarsi a reti di relazioni che gli diano la possibilità di continuare a costruire i loro percorsi di vita qui.

  • Il progetto “Tessere (di) comunità”  rappresenta il tentativo di rigenerare legami e appartenenza al territorio di accoglienza per permettere alle famiglie di ripartire. Come? Trovando risposte materiali ai bisogni (casa, cibo, salute...), ma anche reinvestendo sulla rete di relazioni che permetta loro di ri costruirsi e ri scoprirsi parte integrante della società, all’interno della vita quotidiana.

  • Il progetto “Ne vale la pena” mira al reinserimento sociale di persone con problemi di giustizia e in misure alternative alla detenzione attraverso l’accoglienza in comunità parrocchiali o associative. L’accoglienza è in collaborazione con:
    -il cappellano della Casa Circondariale
    - il Centro diocesano di pastorale penale
    -il supporto delle Associazioni che operano dentro e fuori il carcere  

COSASIGNIFICA ESSERE TUTOR?

Il tutoraggio famigliare, già sperimentato in questiultimi 5 anni con il progetto “Tessere (di ) comunità" della nostraCaritas rappresenta il tentativo di rigenerare legami e appartenenza rispettoal territorio di accoglienza, reinvestendo sulla rete sociale dellefamiglie/persone in difficoltà così da permettere loro, non solo di trovarerisposte materiali ai bisogni che esprimono (casa, cibo, salute,…), ma anche diripartire attraverso un sistema di relazioni più denso nel nostro territorio.

A chi scegliedi diventare Tutor verrà garantito un supporto costante per tutta la duratadell’accompagnamento, sia attraverso un incontro mensile con gli altri tutoralla presenza di un formatore esperto, sia potendo usufruire di colloqui di counsellingper affrontare le difficoltà che potrebbero insorgere nella relazione con gliospiti.

Più concretamente essere tutorsignifica accompagnare persone o famiglie accolte, mettendo a disposizione ilproprio tempo e le proprie risorse trasformandole in azioni di solidarietàquotidiana, attraverso la realizzazione di lavori comuni e l’aiuto reciproconei compiti di cura quotidiani, sostenendo i percorsi di integrazione ereinserimento sociale con reciprocità e corresponsabilità. Il fine ultimo deltutoraggio è quello di aiutare gli accolti a raggiungere una propria autonomia,essendo semplicemente dei “buoni vicini di casa”

Per lagestione del progetto è stata  costituita un’Equipe diocesana perl’accoglienza che curerà la selezione e l’inserimento delle persone o famiglieaccolte. L’accoglienza è a titolo gratuito. E’ prevista la possibilità di unrimborso spese (mensile) a copertura dei costi vivi delle accoglienze infamiglia o in parrocchia (es: buoni spesa, buoni benzina, pagamento utenze,…)

DiventareTutor non è il solo contributo che si può dare. È possibile anche mettere adisposizione un alloggio da dedicare alle persone accolte (stanza con bagno,appartamento..etc) Oppure, puoi proporre un periodo di servizio volontario o dimessa alla prova presso la realtà comunitarie, parrocchiali, associative,cooperative che conosci e che siano in grado di permettere la riuscita diquesta esperienza.

Lefamiglie o comunità parrocchiali interessate a coinvolgersi in questo progetto,possono segnalare la propria disponibilità alla Caritas diocesana, SegreteriaCaritas Tel 0543-30299    email: segreteria@caritas-forli.it).


Capofila del progetto:

FONDAZIONE BUON PASTORE-CARITAS FORLì onlus

Personadi riferimento per il progetto: Elena Galeazzi (Osservatorio Caritas), v.deiMille 28

Tel 0543-30299  email: osservatorio@caritas-forli.it

 

Partners (e referenti per il progetto):

Ass. Papa Giovanni XXIII(Jonatha Ricci); Ass. Centro diSolidarietà (Martina SChiavo); Coop.Paolo Babini onlus (Sara Barbieri); ServizioMigrantes (Roberto Ravaioli)


In allegato il pieghevole dell'iniziativa (pdf.)